sabato 19 giugno 2010

Meta: Tito-Maresca sarà braccio di ferro fino alla fine...

META - Lo scontro interno alla maggioranza del sindaco Paolo Trapani contrappone due figure di amministratori, Giuseppe Tito e Graziano Maresca, che sono molto diverse tra loro per cultura, formazione, per storia e visione della politica, assolutamente incapaci di una convergenza in quanto hanno gli stessi obiettivi, ma intendono perseguirli con metodi e strumenti diversi. Ne nasce inevitabilmente il conflitto. Tito non spicca per competenze tecniche, ma la sua militanza politica, per di più di sinistra, lo induce a interpretare il ruolo del regista, ma anche di sceneggiatore e di protagonista del "film amministrativo". La logica del controllo risponde perciò all'esigenza di affermare visibilmente la propria leadership destinata a concretizzarsi con l'ascesa allo scranno di sindaco alla prossima tornata elettorale. Quindi il territorio di caccia di Tito è globale e le intrusioni nei settori altrui fanno parte del gioco o, meglio, del progetto. Maresca è l'esatto opposto del collega, è un tecnico che nell'esercizio del governo fa naturalmente prevalere la visione tecnica su quella politica sia in fase di approccio sia in quella di impostazione e di soluzione dei problemi. Come tutti i tecnici che sottovalutano le ragioni della politica rischia di scontrarsi con le esigenze di una politica che, in ogni caso, a Meta resta quella di vecchio stampo e mal conciliante con una visione più moderna di governo della cosa pubblica. Se ci aggiungiamo il fatto che Maresca non nasconde l'obiettivo di voler "svecchiare" la politica metese e quindi l'amministrazione, è chiaro che costituisce una minaccia per il progetto di Tito che sente e vede crescere Maresca nei panni del futuro concorrente per la poltrona di sindaco di Meta e da vecchia volpe sa che non può permetterselo. Perchè rischia di perdere il confronto e non è il tipo di poter fare squadra con Maresca in un'amministrazione diretta dall'Ingegnere. Quindi passo sbarrato al tentativo di Maresca di rinnovare il contesto politico aprendo le porte del Palazzo a una nuova generazione di professionisti e quindi di potenziali futuri amministratori! Tito sa pure che rischia di ritrovarsi a impersonare la vecchia politica e quindi può contrastare l'ascesa di Maresca soltanto condizionandone quotidianamente il lavoro cercando di fagli saltare i nervi e di crearsi più ostilità nel Paese e un'immagine di inaffidabilità che mal si concilia con il ruolo di primo cittadino. In ballo poi, non dimentichiamcelo, ci sono anche forti interessi come in tutti coloro che hanno mani in pasta nella pubblica amminsitrazione per cui il quadro è completo!
Trapani è praticamente ostaggio di questa situazione e non dispone degli strumenti adeguati per sovrintendere politicamente a Tito e tecnicamente a Maresca.
Quindi l'intera legislatura è destinata ad essere scandita da questo confronto, più o meno serrato, fra i due Assessori e lo stesso richiamo che Tito fa all'eccessivo impegno di Maresca anche come capo dell'Utc a Piano è un modo per cercare di tenerlo sotto scacco e di limitarne le ambizioni. A questo punto è chiaro, inevitabile, che Maresca faccia qualche passo di tipo politico rispetto al contesto regionale di nuova formazione perchè lì i riferimenti di Tito sono noti e in parte anche trasversali, mentre Maresca può solo guadagnarci dall'assumere un peso politico regionale prima che si saldino nuovi e trasversali interessi a proprio svantaggio.

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