sabato 28 novembre 2009

Comitato Civico per la tutela degli "abusi di necessità". Pontecorvo coordinatore del movimento in provincia

SORRENTO - Il convegno organizzato da Mariano Pontecorvo a Villa Fondi per illustrare le nuove misura di finanziamento per le PMI nell'ambito del 7° programma quadro dei fondi europei ha fatto registrare la partecipazione di sindaci e amministratori degli altri comuni della provincia di Napoli coinvolti nel Comitato per la salvaguardia dei diritti degli "abusi edilizi di necessità" che vede impegnato il politico sorrentino in una decisiva azione di coordinamento delle iniziative e di coinvolgimento politico-istituzionale a tutti i livelli. "Ci rifacciamo alla legge 326 del condono e lavoriamo a tutela degli abusi di necessità, non degli speculatori - evidenzia Pontecorvo - e su questa battaglia registriamo un crescendo di consensi perchè rispondiamo a una domanda reale che proviene dal territorio. Noi abbiamo a cuore la tutela del territorio e difendiamo quelle iniziative che rispondono alla logica di soddisfazione di un bisogno primario".
Intanto anche l'On. Aldo Patriciello ha espresso soddisfazione per l'attività svolta da Ponticorvo insieme agli altri amministratori ed esponenti del Comitato ed ha assicurato il proprio sostegno a una "causa giusta" che merita la massima attenzione da parte della politica a tutti i livelli.

Sant'Agnello, Orlando va dal Prefetto per poi dimettersi...

SANT'AGNELLO - All'indomani del summit Orlando-Sagristani insieme ai 16 consiglieri comunali la situazione politico-amministrativa santanellese potrebbe essere prossima alla svolta. Il "chiarimento" tra Pietro Sagristani e Gianmichele Orlando avrebbe fatto finalmente emergere le posizioni e saranno i consiglieri a decidere se proseguire o meno con il sindaco Orlando. Piuttosto il primo cittadino avrebbe chiesto un incontro urgente al Prefetto di Napoli per illustrare la situazione venutasi a creare nel Comune e, secondo indiscrezioni, depositare un dossier molto particolareggiato sulla vita e sulle attività amministrative degli ultimi anni.
"Sto verificando quanto è accaduto, la discussione politica che ne è scaturita e le proposte che sono state formulate da Sagristani per garantire continuità alla mia amministrazione...nei prossimi giorni scioglierò ogni dubbio". Il Sindaco non rilascia altre dichiarazioni, nè sembra disponibile ad approfondire temi specifici. Sagristani, dal canto proprio, non avrebbe avuto peli sulla lingua nel "dettare le condizioni"...
La patata bollente passa tutta nelle mani dei consiglieri che dovranno assumersi la responsabilità sull'esito di questa crisi.
Il Sindaco avrebbe intrapreso la strada che, a suo vedere, è la migliore e cioè dimettersi per andare alle urne nella prossima primavera. Ognuno ha le proprie carte da giocare, è il ragionamento di Orlando, e non mi faccio in dietro....
Il confronto con Sagristani, che ha formulato precise richieste al Sindaco, avrebbe prodotto in Orlando l'effetto contrario: non già la voglia di stringere un accordo alle condizioni dell'ex sindaco, quanto il desiderio, forte, di confrontarsi nelle urne...c'è bisogno di rinnovare la classi dirigente amministraitiva.

venerdì 27 novembre 2009

Sant'Agnello, tutti pronti ad andare al voto. Stasera summit Orlando-Sagristani!

SANT'AGNELLO - Sarà un week-end decisivo per la soluzione o meno della crisi politico-amministrativa all'indomani del consiglio comunale che, sospendendo l'esame di ogni argomento, ha discusso soltanto della mancanza di una maggioranza in grado di garantire il prosieguo della gestione-Orlando. Il Sindaco, concludendo i lavori facendo appello al generale senso di responsabilità per scongiurare l'interruzione anticipata della legislatura, ha sottolineato che farà tutto il possibile per recuperare l'agibilità amministrativa, ma sicuramente non si impegnerà in un "accanimento terapeutico" se dovesse constatare che mancano i numeri e soprattutto la volontà di riprendere il percorso.
La minoranza di Antonio Coppola (Impegno Nascente) chiede soltanto le dimissioni e il ritorno alle urne per incassare il premio di una rielezione nelle fila di una maggioranza targata Pietro Sagristani. Sulla stessa frequenza sembra essersi schierato il gruppo "Liberi Cittadini" guidato dall'urologo Mario Coppola e che può contare anche sul presidente del consiglio, Gianni Salvati, quest'ultimo decisamente in rotta con Orlando e deciso a tornare alle urne.
Nella maggioranza il gruppo autonomo "Nuovi Orizzonti", guidato dall'ex assessore Giuseppe Coppola, è l'ago della bilancia: se dovesse decidere di dare ossigeno a Orlando allora si potrebbe ipotizzare la nomina di Coppola a vice sindaco e un prosieguo dell'amministrazione in attesa di scegliere tempi e modalità giuste per andare comunque alle elezioni.
In effetti non è ancora chiaro a tutti se Sagristani voglia andare a votare subito, cioè il 28 e 29 marzo in occasione della tornata regionale, oppure se intenda rinviare tutto al prossimo autunno.
Il gioco è tutto nelle sue mani, a meno che Orlando non decida di rassegnare le dimissioni e in 20 giorni far insediare il commissario e puntare alle elezioni. Quest'ultima ipotesi, di andare cioè alle urne a marzo prossimo, in queste ore starebbe conquistando crescenti consensi perchè la possibile entrata in vigore della nuova legge che riduce drasticamente il numero di consiglieri comunali ed assessori, lascerebbe sul campo, cioè fuori dal prossimo consiglio, numerosi attori di questa cruenta partita. In effetti un confronto elettorale tra Sagristani e Orlando toglierebbe ogni spazio ad altri gruppi e in particolare alle attuali minoranze prive di reali consensi: la partita se la giocherebbero i grandi portatori di voti, più agguerriti che mai per aggiudicarsi un posto nella nuova amministrazione.
Si tratta di un rischio che in molti non sono disposti a correre visto che dopo aver silurato Orlando e assolto alla "missione", non beneficerebbero del risultato. Starebbe quindi crescendo il partito - anche nelle file di Orlando - di andare subito alla resa dei conti nelle urne in modo da correre secondo le vigenti regole elettorali e confrontarsi ciascuno con un proprio gruppo affidabile.
Intanto lunedì 30 novembre scadono i termini di legge per l'approvazione dell'assestamento di bilancio corrente e ci sono in ballo alcune variazioni di bilancio fatte dalla Giunta e che non sono state approvate nell'ultima adunanza consiliare.
ULTIM'ORA
Stasera si riuniscono tutti i Consiglieri comunali con il Sindaco Gianmichele Orlando e con Pietro Sagristani per decidere se esiste una maggioranza e soprattutto se c'è la volontà di proseguire l'esperienza amministrativa. I due leader politici si incontrano faccia a faccia dopo un lungo periodo di lontananza...

"Manette" al Parco Lamaro...Operazione della GdF

PIANO DI SORRENTO - Ieri il blitz della Guardia di Finanza ha portato alla luce la speculazione edilizia perpetrata a Parco Lamaro, cioè in una delle più suggestive località della costiera sorrentina a picco sul mare di fronte ai Galli.
Un approdo abusivo con tanti villini e residenze che da anni, sotto un'occulta regia, sono state realizzate consentendo la disponibilità di una residenza a mare a quelli che possiamo definire vip della politica e delle profesioni, ben collegati con le strutture tecniche e comunali e fors'anche con le forze preposte alla vigilanza e ai controlli sul territorio. Quanti Amministratori locali sono stati anch'essi a predenre il sole e a immergersi a Parco Lamaro negli anni? Mai un'iniziativa per capire se ci fosse qualcosa di irregolare!
C'è voluta l'inchiesta di Repubblica per aprire gli occhi a chi di dovere e per far scattare l'operazione della Finanza. Quante denunce delle associazioni ambientaliste, non solo su Parco Lamaro ma in tanti angoli della Penisola, sono rimaste inevase?
Questa di Parco Lamaro è una delle tante speculazioni realizzate su questo territorio; altri lidi ospitano residenze ed approdi abusivi. Osservare la Penisola da mare o dall'alto di un elicottero consente di identificare questi abusi che hanno martoriato la costiera e che non possono annoverarsi tra quelli cosiddetti "...di necessità": piuttosto violazioni e speculazioni perpetrate in barba alle legge, a volte anche in combutta con amministratori e controllori compiacenti, se non addirittura interessati, non solo a Piano di Sorrento, ma in tutta la Penisola Sorrentina.
Come si può continuare a parlare di territorio e di turismo se non esiste una diffusa consapevolezza che quest'area può avere una residua prospettiva di sopravvivenza economica in chiave turistica soltanto se preserva dalla scempio il suo residuo patrimonio ambientale e pasaggistico qualificando l'esistente e tutelando rigorosamente tutto quello che ancora dà un senso e un'immagine alla costiera sorrentina?
Quesiti cui nessuno risponde, mentre si svolgono convegni e iniziative che, col pretesto di sostenere il turismo locale, servono solo a spendere risorse pubbliche che non sostengono assolutamente lo sviluppo e che forse sono più funzionali a finanziare campagne elettorali...
Il problema serio è che quand'anche si scoprono questi ed altri abusi il danno è ormai fatto e difficilmente potrà essere risanato e recuperato quel territorio offeso restituendogli la sua naturale vitalità e suggestione.
Non si ripristina l'esistente, si aspetta di regolarizzare l'abuso o di compensarlo: come avvenuto per il Mostro di Alimuri dove in dispregio di qualsiasi legittimo interesse generale, si pensa soltanto a delocalizzare la struttura alberghiera e a relizzare un lido al posto del mostro di cemento.

giovedì 26 novembre 2009

Sant'Agnello, retroscena da chiarire sulla crisi e la sfida che attende Sagristani alla prova del nove!

SANT'AGNELLO - C'è un'altra verità dietro la crisi politica e amministrativa di Sant'Agnello e che solo in parte è emersa nel dibattito consiliare che si è svolto ieri. Una verità che traspare dalla lettura attenta dei documenti che tutti i Gruppi hanno presentato e depositato a verbale. Anche il Sindaco Gianmichele Orlando ha messo nero su bianco le sue riflessioni e le sue accuse, altre le ha pronunciate a voce immortalandole sui nastri del registratore. Nella discussione sono state usate parole pesanti, qualche volta sfuggite all'attenzione dei presenti per il loro reale significato. Si è parlato di paure e di condizionamenti, di regie esterne, di lavori pubblici per centinaia di migliaia di euro che sarebbero stati distratti ad interventi più importanti per il Paese pur di "accontentare" qualche assessore. Progetti inutili...Soldi sperperati o da sperperarsi in un momento di grave difficoltà. Nessuno che abbia chiesto spiegazioni al Primo Cittadino delle sue parole. E' evidente che ne sappia qualcosa in più di quello che ha detto in consiglio e di quello che non ha detto!
Il frazionamento del gruppo di maggioranza, il ricomporsi di una minoranza che si era divisa tutti all'insegna dell'andiamocene a casa pone interrogativi inquietanti, perchè la crisi che è esplosa a Sant'Agnello è una crisi della politica e degli interessi legati alla politica di cui sono interpreti tutti gli attori che recitano un copione in parte già scritto.
E' emersa anche un'altra novità, ai più sconosciuta o forse dimenticata. L'ha ricordata l'ex sindaco Pietro Sagristani e qualche Consigliere l'ha ripetuta in aula: nel 1994 fu un gruppetto di tre consiglieri, fra cui anche l'attuale sindaco Orlando (Nello Coppola e Franco Acampora gli altri due), a far commissariare il Comune di Sant'Agnello sbarrando la strada all'elezione a sindaco proprio di Sagristani a seguito della prematura scomparsa del primo cittadino, l'avv. Giuseppe Castellano. Seguì l'avvento di Sagristani che, magnanimo, "perdonò" quelli che furono considerati dei "traditori" al punto da essere espulsi dal partito popolare allora diretto da Giuseppe Coppola, oggi leader del gruppo "Nuovi Orizzonti". A distanza di 15 anni sembra consumarsi una vendetta postuma per quello che fu considerato un vero e proprio "affronto" dall'allora consigliere Sagristani che però già aveva rifiutato l'investitura a primo cittadino. Quello che si sta consumando oggi a Sant'Agnello non è, come può apparire da una lettura e da una conoscenza superficiale di uomini ed eventi, un duro confronto politico: piuttosto un durissimo scontro giocato sulla pelle della comunità locale che diventa strumento per giustificare una resa dei conti!
Il Sindaco ha chiesto al Consiglio comunale di esplicitare quali sono le ragioni concrete, le scelte operate e i progetti fatti o non fatti per i quali c'è dissenso e voglia di andarsene a casa. E' un quesito legittimo perchè gran parte di questi Amministratori non sa entrare nel merito dei problemi e si sofferma al "pettegolezzo" politico, non già alla critica, anche feroce e severa che l'ex sindaco Sagristani invece sviluppa molto apertamente e senza scrupoli! Evidentemente sa il fatto suo!
Almeno lui la partita se la sta giocando tutta...Molti dei Consiglieri che a lui intendono far riferimento sembrano non conoscere neanche quello di cui parlano. Nè sanno replicare a ragion veduta! Del resto lo afferma lo stesso Sagristani che su quegli uomini ha costruito dieci anni di governo che hanno cambiato Sant'Agnello - lo ha confermato anche Orlando ieri sera - ma dove tutti questi amministratori sono stati spettatori o hanno curato qualche piccolo orticello per gentile concessione del Capo.
Sant'Agnello oggi ha bisogno di recuperare una vitalità politica, un protagonismo nuovo di gente che non ha mani in pasta e che non intende mettercele in pasta...
Sicuramente il primo a essere cosciente di quest'aridità politica è proprio l'ex sindaco che, se si tornasse alle urne in primavera, certamente si ricandiderà, ma non potrà assolutamente ripresentarsi sulla scena con la stessa squadra o con gran parte di essa, cioè di chi oggi ha affossato quest'amministrazione che aveva un solo obiettivo: portare a compimento la programmazione avviata e non realizzata dalla precedente, come sta scritto nel programma elettorale e come è evidente che debba essere nella logica della continuità amministrativa e nel rispetto di scelte e azioni comunque condivise.
Qui si gioca la credibilità dell'uomo e del politico Sagristani che in tutta questa storia si sta assumendo una grandissima responsabilità agli occhi non solo dei Santanellesi: lo sta facendo alla luce del sole decretando, di fatto, anche la fine di quella generazione politica con cui ha condiviso almeno gli ultimi 10-12 anni e che oggi è protagonista, su entrambi i fronti, di uno spettacolo avvilente per una cittadina moderna.

mercoledì 25 novembre 2009

Orlando pronto a rassegnare le dimissioni...Sant'Agnello si prepara a nuove elezioni!

SANT'AGNELLO - Ha seguito i lavori del consiglio comunale seduto in prima fila, come un direttore d'orchestra che con la bacchetta dirige i lavori o lo spettacolo. Pietro Sagristani è stato protagonista della seduta di consiglio comunale che questa sera ha praticamente sancito la fine anticipata della legislatura. Dal canto suo il Sindaco Gianmichele Orlando per la prima volta ha accusato l'ex-sindaco di interferire con il consiglio comunale e di condizionare l'operato dei consiglieri, ma nello stesso tempo gli ha rivolto un invito a incontrarsi per valutare, extrema ratio, se sciogliere il consiglio o proseguire la legislatura. "Questa sera si è parlato solo di me in consiglio comunale - ha commentato Sagristani - ma se potessi intervenire potrei rispondere punto punto a Orlando e chiarire ogni argomento...Purtroppo non c'è questa capacità nell'attuale compagine amministrativa". L'obiettivo di Sagristani&Co è stato comunque conseguito: si è discusso della crisi amministrativa rinviando gli argomenti all'odg alla prossima seduta. Ma lo scontro tra Orlando e il Presidente del consiglio Gianni Salvati è stato all'arma bianca e soltanto il rispetto delle funzioni istituzionali da parte di entrambi potrà garantire un minimo di funzionamento dell'istituzione da qui all'insediamento del Commissario prefettizio. Dura la critica del gruppo consiliare di Giuseppe Coppola - Nuovi Orizzonti - che ha nominato capogruppo Rocco D'Esposito. Si può scongiurare lo scioglimento anticipato del consiglio se il Sindaco azzera l'esecutivo e forma una giunta che coinvolga tutti i gruppi. Da Antonio Coppola è venuto un duro affondo a Orlando e praticamente la richiesta di dimissioni per restituire il governo del Paese a Sagristani. Addirittura Coppola ha chiesto l'invio della commissione d'accesso, istituto preposto a verificare ingerenze criminali nella P.A. Orlando, dal canto suo, ha chiesto a tutto il Consiglio di esprimersi specificamente sui problemi amministrativi, sui progetti avviati e sulla discontinuità amministrativa che, per quanto gli riguarda, non esiste in quanto si è fatto carico, per volontà di tutti, di portare avanti l'operato della precedente amministrazione con onestà e trasparenza di cui è pronto a rendere conto a tutti e in ogni sede. Nelle prossime ore si decideranno le sorti dell'Amministrazione.
Il Sindaco oltre ad azzerare la Giunta per favorire il confronto, ha chiesto anche al Presidente del consiglio comunale Salvati di rassegnare le dimissioni in coerenza con quanto dichiarato e affermato in consiglio comunale. E' notizia dell'ultim'ora che Orlando avrebbe comunque deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco. Nelle prossime ore l'atto sarà formalizzato.
Grande assente l'ex vice sindaco Pasquale Esposito che ha rassegnato le dimissioni con una lettera molto critica nei confronti del Sindaco e che è stata letta in consiglio comunale dal Presidente. Ma Orlando ha replicato evidenziando le contraddizioni del vice sindaco e alcuni interventi che sono stati programmati sulla frazione dei Colli di Fontanelle a discapito di altre realtà del Paese e addirittura con costi molto elevati rispetto ai beneficiari dell'intervento. Un argomento che sicuramente tornerà alla ribalta perchè la denuncia del Sindaco è stato molto circostanziata.

Sant'Agnello, uomini contro....Si prospetta una soluzione di compromesso istituzionale per andare alle elezioni

SANT'AGNELLO - Stasera si riunisce il consiglio comunale con all'ordine del giorno pochi argomenti di ordinaria amministrazione. A tenere banco sarà sicuramente il confronto sulla crisi della giunta orfana prima di Pietro Gnarra e poi del vice sindaco Pasquale Esposito. "Siamo a un passo dallo scioglimento del consiglio comunale - hanno commentato ieri fonti vicine agli amministratori dimissionari - e il sindaco Orlando ancora non sembra consapevole che è giunto al capolinea...". Ad acuire lo scontro è stata anche la presentazione di un'ennesima interrogazione del consigliere Antonio Coppola sulle cooperative edilizie che sicuramente non potrà essere discussa in consiglio perchè non all'ordine del giorno, ma che concorre ulteriormente ad avvelenare il clima.
In effetti i numeri sembrano parlare a sfavore del Sindaco che non disporrebbe più della maggioranza: tanto più se il gruppo di "Liberi Cittadini" di Gianni Salvati e Mario Coppola dovesse confermare la posizione assunta, cioè di concludere quest'esperienza.
Forse i due Consiglieri non hanno ancora assunto una decisione definitiva per cui si prospetterebbe una soluzione di compromesso, concertata con il gruppo guidato da Giuseppe Coppola: dar vita a una giunta istituzionale con la presenza di rappresentanti di tutti i gruppi. Un modo per stringere nell'angolo Orlando, assumere le decisioni più importanti sul piano amministrativo e andare alle urne con le dimissioni dei consiglieri qualora il sindaco non decidesse lui di dimettersi.
Nell'esecutivo entrerebbero lo stesso Gianni Salvati che lascerebbe la presidenza del consiglio comunale, Giuseppe Coppola con la carica di vice sindaco, Antonio Coppola. Il Sindaco dovrebbe mettere fuori dall'attuale esecutivo l'assessore Antonino Castellano, da sempre nel mirino di Sagristani&Co oltre a eleggere un nuovo presidente del consiglio che potrebbe essere Rocco D'Esposito.
In ogni caso se dovesse confermarsi le ipotesi per Orlando questa partita può considerarsi persa e la rivincita potrà aver luogo solo nelle urne dove, appare scontato, aconfrontarsi saranno proprio l'ex sindaco Sagristani e il suo successore "defenestrato".

SUMMIT PRE CONSIGLIO
Quella di stasera in programma alle 19.30 si prospetta una seduta consiliare incandescente, tant'è che il Presidente del Consiglio Salvati avrebbe chiesto la presenza dei Carabinieri in aula.
Alle 17.30 ha avuto inizio una riunione col Sindaco per cercare di chiarire la situazione, ma tra le annunciate assenze di assessori dimissionari e i voti contrari dell'opposizione cui si andrebbero a sommare anche quelli di parte della residua maggioranza, per Orlando non ci sarebbero più i numeri.
A riguardo è trapelata la notizia che il Sindaco già domani rassegnerebbe le dimissioni dando il via libera al commissariamento del Comune per poi andare alle elezioni.

martedì 24 novembre 2009

Gioco d'azzardo, la mozione del Sen. Raffaele Lauro (PDL)

Il Sen. Raffaele Lauro ha presentato in Senato una mozione contro il "gioco d'azzardo" coerentemente con un'azione politica diretta a scongiurare la penetrazione dei poteri criminali nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese. La pubblichiamo integralmente perchè ancora una volta costituisce la testimonianza di un imepgno qualificato al servizio della comunità.
Il Senato,
premesso che:
secondo le teorie della rivitalizzazione delle zone urbane e dello sviluppo locale, la creazione di valore e le performance del territorio diminuiscono con l’aumentare della distanza dai distretti finanziari o dalle produzioni specializzate. In una prima fase, una grande sala da gioco o, ancor più, un distretto del divertimento genera un impatto incrementativo sull’apprezzamento del patrimonio immobiliare, sulla domanda del settore terziario e sull’occupazione locale;
alla prova dei fatti, di contro, e cioè nel medio periodo, è stato dimostrato (Hakim e Friedman, 1987) che il gioco d’azzardo ha un effetto depressivo proprio a causa dell’indotto criminale che si forma in un’area più vasta dello stesso distretto;
la rappresentazione dei “benefici” del “polo di crescita”, incentrato sul gioco d’azzardo, trascura assolutamente di contabilizzare i “costi”, che emergerebbero da una visione integrata dell’impatto e delle ricadute. Tali costi sono rappresentati da diversi fenomeni indotti. Il primo è la ridistribuzione della domanda di beni e servizi: al polo rivitalizzato fa da pendant un forte declino di altre località turistiche e di altre economie locali vicine, travolte da una perdita di competitività. Il secondo è l’incentivo alla criminalità comune e organizzata (ed in particolare alle attività di usura, truffa e riciclaggio);
lungo le vie adduttrici alle sale da gioco e nell’intorno della città ospitante si verifica un enorme aumento dei reati comuni, per l’interagire di numerosi fattori che si possono ridurre – per comprenderne la dinamica – alla proiezione della criminalità sulle occasioni di assalto alla ricchezza che si muove nelle strade e intorno ai beni localizzati;
l’allocazione del risparmio per finalità produttive – che tradizionalmente caratterizza una data area – viene stravolta dall’aggressione ai piccoli istituti di credito del posto, necessari per l’attività parallela di “cambio assegni”, rifornimento di liquidità, riciclaggio da parte della criminalità. A questi costi – la cui evidenza matura nel tempo – vanno aggiunti quelli che derivano dalla sottrazione di “valore monetario astratto” e “di ricchezza concreta”, provocata dall’inflazione dei reati. Anche i costi sociali – omicidi, ferimenti, insicurezza diffusa, devianza giovanile – sono una penalizzazione che ha un peso finanziario enorme e che modifica, peggiorandola, la qualità della vita;
più in generale, vi è un riflesso altamente negativo sul “sistema Paese”, derivante da un’obiettiva, strutturale maturazione della criminalità di tipo mafioso, con la replica del suo modello operativo in tante località non ancora del tutto inquinate dal suo insediamento. Sin dalla loro costituzione, infatti, gli organismi internazionali di azione contro il riciclaggio di capitali sporchi hanno indicato il pericolo rappresentato dal ricorso ad “intermediari finanziari non tradizionali”, da parte della criminalità organizzata. Il FATF, Financial Action Task Force Working Group (o GAFI), valuta che occasioni privilegiate per le operazioni di occultamento dell’origine della ricchezza si trovino tra i casinò, nelle lotterie, nelle sale da gioco, tra gli uffici di cambio e tra gli uffici di trasferimento fondi, nei servizi per l’incasso di assegni, nei corrieri e tra i grossisti di gioielli, di pietre preziose e tra i venditori di opere d’arte: tutti soggetti che forniscono servizi finanziari di tipo bancario, pur essendo sottoposti a regolamentazioni e controlli, quasi evanescenti rispetto ai tradizionali operatori finanziari. Le prestazioni di alcuni di tali intermediari non tradizionali sono utilizzate soprattutto nella prima fase del riciclaggio, quella del collocamento, che costituisce il punto debole dell’intero processo;
considerato che:
nonostante le segnalazioni, gli accordi internazionali e i regolamenti adottati dai singoli Stati, i casinò e le sale da gioco non cessano di rappresentare un collaudato e sicuro canale di riciclaggio, poiché operano con grandi volumi di denaro contante, mentre offrono servizi finanziari dedicati, quali linee di credito, cassette di sicurezza e trasferimento di fondi. Una parte delle case da gioco, peraltro, è collegata in rete, dispone di uffici operativi in più Stati che, dall’estero, sono in grado di trasferire elettronicamente i fondi in ogni parte del globo;
con la “legalizzazione” delle slot machine, si è riprodotto quell’effetto d’incorporamento del legale nell’illegale, che avviene quando il modello di business non è corredato da un’effettiva capacità regolativa dello Stato. Così l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, a dispetto del logo di "Grande Timoniere", ha sempre meno controllato e sempre più offerto opportunità ai trust dell’illegalità, sia sotto forma di lobby corruttrici, sia sotto forma diretta di criminalità organizzata;
il 25 settembre 2007 le cronache giudiziarie hanno riferito degli esiti dell’indagine della Guardia di finanza, ordinata dalla magistratura di Genova, sulle slot machine: 120.000 di questi apparecchi furono posti sotto sequestro, perché risultati irregolari in tutta Italia. Esibivano il bollino "gioco sicuro", ma consentivano vincite superiori ai limiti consentiti: il marchio era contraffatto ed erano istallate in circa 50.000 esercizi pubblici tra cui bar, pube locali notturni. Gli apparecchi, autorizzati e garantiti dai Monopoli di Stato con il logo "gioco sicuro", hanno consentito vincite oltre i limiti consentiti. Le dichiarazioni di conformità, fornite dagli enti certificatori, infatti, sono risultate ideologicamente false;
lo Stato ha dunque abbandonato la funzione regolativa/contenitiva e ha generato una fiscalità regressiva sul reddito (si incamera di più, percentualmente, da chi ha reddito più basso); quindi ha “superato” (nel senso di una Aufhebung) le finalità fiscali per preferire le finalità di modello di business. Lo Stato ha così perso il timone e ha portato il gioco pubblico d’azzardo nel grande mare dei business criminali;
l’introduzione delle slot machine ha provocato un impatto capillare sul territorio economico con almeno sei drammatiche conseguenze: la scarsa controllabilità dei flussi delle giocate; la formazione di un circuito di installatori e manutentori delle postazioni, occupato da società collegate o emanazione della criminalità organizzata, grazie alla sovrapposizione della nuova opportunità di business sui precedenti cicli di affari illegali; l’attivazione di un sistema di pressioni corruttive correlato alla necessità di monopolizzare i mercati locali delle postazioni da gioco; la moltiplicazione dei "punti caldi" nel tessuto della città, intesi come luoghi di concentrazione quotidiana di denaro contante che necessita di spostamento fisico, con conseguente esposizione al rischio di rapina; l’incentivazione ai micro mercati locali di prestito ad usura per il finanziamento, oltre che delle elementari esigenze di volano per la continuità di partecipazione al gioco, anche di attività di gestione delle postazioni e delle sale; il generarsi di percorsi di particolare esposizione alla criminalità di strada da parte dei giocatori, in particolare di quanti raccolgono vincite di un rilievo apprezzabile; la partecipazione al gioco d’azzardo quotidiano da parte di minori di 18 anni, con costante e pervasiva violazione della norma penale che vieta di offrire loro la possibilità di scommettere in qualsiasi forma;
di tale insieme di problemi, non confutabili, si hanno dei riscontri, anche molto vistosi. Nell’estate 2007, ad esempio, un provvedimento della Procura della Repubblica di Venezia ha posto sotto osservazione, inibendone il funzionamento, ben 100.000 apparecchi dei 235.000 totali autorizzati dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato. I consulenti della magistratura e la Polizia giudiziaria hanno rilevato la non conformità alla normativa di un campione di apparecchiature per la “NewSlot”, rappresentativo, secondo alcune stime, di ben 176.000 installazioni, vale a dire il 75 per cento dell’intero comparto. Il 5 luglio 2007, peraltro, l’Amministrazione dei Monopoli di Stato aveva notificato alle concessionarie l’azione giudiziaria della Procura di Venezia;
la proposta di attività remunerativa con le slot machine si articola su più “livelli” di “profitto”, che sono così schematizzati. Da varie indagini espletate emergono alcuni “modelli” contrattuali: “cessione” onerosa di “quote di mercato” a gruppi criminali insediati sul territorio, realizzata attraverso la vendita degli organizzati apparati tecnici ad esponenti di quei gruppi, forniti di proprie strutture (cosiddetti “biliardi”), sotto il proprio “dominio”, nei quali quei gruppi potranno gestire le slot machine; la “convenzione” attuata con gruppi criminali organizzati egemoni in varie aree per la penetrazione commerciale, attuata attraverso il ricorso alla violenza ed alla sopraffazione, praticata dagli esponenti di quei gruppi criminali, e la partecipazione di questi agli utili dell’impresa criminale, in quota fissa o in quota proporzionale; la “collocazione diretta” di slot machine e relativa assistenza attuata attraverso il ricorso alla violenza ed alla sopraffazione; la “gestione diretta” dei punti di concentrazione delle slot machine;
dai dati sull’aspetto autorizzato dei giochi elettronici, si possono derivare delle considerazioni che aiutano a capire la forte capacità di presa del gioco d'azzardo, mediante il ricorso a sofisticati strumenti. È stato sfruttato, infatti, il risultato di un cambiamento più generale che è intervenuto nelle abitudini di consumo del gioco non “a fini di lucro”, sia nella sfera domestica che agli angoli delle strade, nei circoli ricreativi e nei bar: così, al boom dei videogames o dei fun games, nelle abitazioni private o in luoghi pubblici, si è sovrapposta una nuova modalità ludica anche per il gioco d’azzardo;
il rilancio su larga scala e in ogni regione d’Italia (ma con prevalenza nel Mezzogiorno) è però avvenuto di recente, dopo che la legge n. 425 del 1995 ha ammesso la liceità della gestione di apparecchi elettronici, un tempo considerati d'azzardo. Le condizioni, fissate dalla norma, sono che il valore economico della giocata sia modesto e che i due fattori, dell'intrattenimento e dell'abilità del giocatore abbiano un ruolo preponderante rispetto all’aleatorietà. I vincoli posti dal legislatore si basano su concetti intuitivi che la realtà s’incarica quotidianamente di smentire, come del resto accade spesso quando il supporto strumentale è assai più raffinato delle capacità cognitive umane di tenere sotto controllo le nuove dinamiche di comportamento;
anche i divieti e le restrizioni, inserite nella legge finanziaria per il 2001, sono stati del resto ampiamente superati. Vi sono, nel caso dell’azzardo con apparecchiature informatiche, tre fattori che, nella realtà, rendono vulnerabili le persone che si accostano a tale tipo di scommessa-puntata: l’esiguità della singola giocata, che abbassa la soglia di percezione del danno, che deriva dal comportamento; l’affrettata ripetitività del tentativo successivo, che non consente la rielaborazione di quanto si è appena svolto; la somiglianza o l’identità con il mezzo impiegato per i fun games, cioè per i videogiochi d’abilità senza vincita;
le modeste somme e la messa alla prova dell’abilità del giocatore concorrono alla velocizzazione delle puntate. Di qui l’accumulo di una massa critica di perdite, la compulsività dello stile di comportamento e, per contro, la speculazione e i vantaggi che il nostro ordinamento considera criminosi;
ritenuto che:
dal 1985 gli Stati Uniti hanno sottoposto anche i casinò all'obbligo della segnalazione delle transazioni superiori a 10.000 dollari, anche se alla norma non corrisponde una sorveglianza efficace da parte del Governo federale, giacché i controlli sono in larga parte di pertinenza dei singoli Stati, che spesso oscillano tra permissivismo e osservanza;
sebbene negli anni Novanta grandi imprese del settore turistico-alberghiero siano entrate nella gestione delle case da gioco, la criminalità organizzata continua ad essere interessata al circuito dei casinò. Per esempio, le famiglie mafiose di Atlantic City e di Las Vegas hanno mantenuto i loro centri di entrata nell'ambito del settore del gioco d'azzardo, anche dopo che i casinò hanno aperto l’accesso alle famiglie e le località specializzate si sono riconvertite in “parchi giochi” tipo Disneyland, con annesso casinò;
ha rilievo anche un altro campo dell’offerta, quello dove si esprime la concorrenza criminale al Monopolio dello Stato, che peraltro non è intaccata dall’inflazione di giochi “istantanei” e di estrazioni con poste a dieci zeri. Anzi, lo sviluppo dell’azione giudiziaria di contrasto alle pratiche clandestine mette in luce uno sconcertante “tandem” tra il legalizzato e il criminalizzato: il successo delle operazioni di marketing del primo, spesso attraverso una pubblicità che si giudica ingannevole, finisce per riflettersi sull’espansione dell’altro, in un’interazione che è già stata rilevata, almeno dalle correnti più critiche del pensiero economico e sociale, per altre forme di “nocività” generatrici di lucro (consumo di stupefacenti);
l’antiproibizionismo si rivela un formidabile battistrada per l’allargamento di un mercato, destinato a mantenere la sua segmentazione, vale a dire una suddivisione di utilità e convenienze “su misura” delle molte categorie di consumatori, quindi, a perpetuare un dinamismo che alimenta le opportunità sia di chi offre occasioni di gioco sorvegliate dalla legge e sia di chi esercita il racket sull’incontro tra domanda e offerta.
si può riassumere il circolo vizioso tra i giochi pubblici e i giochi clandestini in una elementare sequenza. In primo luogo, l’introduzione di nuove offerte autorizzate genera l’ampliamento della platea dei giocatori, creando delle utilità marginali per il settore illegale (inclusione delle persone espulse dal legale, offerta di vincite più remunerative, articolazione maggiore delle modalità di gioco). In secondo luogo, grazie all’aumento e/o alla diversificazione delle persone coinvolte, si crea uno spazio crescente al finanziamento usurario dei giocatori. In terzo luogo, l’illegale alimenta il legale fornendo la motivazione per giustificare l’introduzione di nuovi giochi e ampliando così la popolazione che entra in contatto con l’offerta criminale. Gli effetti sono: a) vantaggi legali e vantaggi border line: incassi diretti della direzione dei casinò; interessi per prestiti concessi legalmente dagli uffici fidi presso i casinò; interessi percepiti dall’offerta usuraria (cambisti e finanziatori in nero); vantaggi ricavati dalla rete di commercianti locali che rilevano, trasformandoli in liquidità, beni mobili dei giocatori; b) indotto criminale; c) attività delinquenziali generiche e specializzate: sul territorio, lungo le vie di transito del denaro liquido da e verso i casinò (rapine, furti, aggressioni); nei centri abitati del bacino del casinò (prostituzione, usura, ricettazione, furti, rapine); d) territorio economico degli interessi illegali circostanti il casinò: investimenti di provenienza criminale; riciclaggio; corruzione di pubblici funzionari;
dalla metà degli anni Ottanta, tutti i casinò italiani hanno subito delle operazioni strutturate della criminalità organizzata, tese a controllare tanto i flussi legali del gioco d’azzardo, quanto l’insieme dell’indotto che le sale generano;
si può considerare l’insieme delle opportunità, come articolate in due ambienti di mercato: il primo riguarda il circuito di servizi strumentali che la gestione legale predispone: dall’accreditamento dei frequentatori all’ufficio fidi, dall’assistenza per le operazioni di perdita e di vincita alle infrastrutture d’intrattenimento e di residenza; il secondo, parallelo, riguarda quei soggetti e quelle operazioni non compatibili con i regolamenti adottati dalla sala da gioco autorizzata: affidamenti non sostenuti da garanzie bancarie ordinarie, cambio degli assegni postdatati, assistenza ai drop out del circuito legale. Basta ricordare che l’interesse giornaliero richiesto dal “cambista” in nero, ad un giocatore “non affidabile” dal servizio interno al casinò, varia dal 5 al 15 per cento. La gestione del “portafoglio crediti” è assolutamente chiaro, come richiesta dei sistemi di garanzia non legali, e, quindi, dei servizi “professionali” della criminalità mafiosa.
su tali basi, la maturazione di gruppi molto determinati, anche in province senza antica tradizione mafiosa, ha fatto emergere i comportamenti tipici delle associazioni ben strutturate. Esse hanno imposto la verticalizzazione - cioè regole e disciplina - a quelle attività essenziali allo sfruttamento dei giocatori;
dall’osmosi tra le transazioni interne ai casinò legali a quelle esterne ed illegali, ma sempre gravitanti attorno alla medesima struttura, si è passati ad un sistema di vasi comunicanti con reti di bische clandestine. In altre parole, le attività gravitanti sul casinò autorizzato hanno creato una domanda indotta per bische nello stesso territorio provinciale e regionale interdipendente,
impegna il Governo ad attivarsi onde prevenire e reprimere adeguatamente il gioco d'azzardo illegale e le interazioni con il reticolato della criminalità organizzata mafiosa, nonché a regolare in modo maggiormente rigoroso il gioco d'azzardo illegale, anche attraverso il proprio sostegno ai disegni di legge di iniziativa parlamentare recanti tali finalità.

A Sant'Agnello si è dimesso il vicesindaco Pasquale Esposito

SANT'AGNELLO - Alla vigilia del consiglio comunale convocato per domani sera alle ore 19.30 il Sindaco Gianmichele Orlando ha perduto una pedina importante per gli equilibri della maggioranza, il vice sindaco Pasquale Esposito che ha protocollato le proprie dimissioni dalla giunta e dalla carica di numero due dell'esecutivo disertando la giunta convocata per mezzogiorno. Sono venuti meno i presupposti per proseguire in questa esperienza, è stato il commento dell'Assessore, e da questo momento i giochi sono aperti. Dopo la defezione dei quattro consiglieri guidati da Giuseppe Coppola e la presa di distanza del presidente del consiglio Gianni Salvati, sembrano scarsi i margini per Orlando di recuperare la sua maggioranza. Sulle dimissioni del numero due della giunta il Sindaco ha evidenziato che Esposito aveva preannunciato le dimissioni per il primo dicembre per cui sarebbe stato lo stesso primo cittadino ad invitarlo a non attendere oltre e a dimettersi dalla giunta.
Quel che è certo è il fatto che all'indomani dell'invito ai consiglieri comunali da parte dell'ex sindaco Pietro Sagristani di prendere le distanze da Orlando, si sono registrate in rapida successione le dimissioni e la sfiducia per accelerare la conclusione della legislatura.
Secondo Esposito il gruppo di consiglieri che fa capo al Sindaco avrebbe già intrapreso le manovre in vista delle elezioni che, a questo punto, potrebbero tenersi la prossima primavera con le regionali se Orlando non riuscisse più a disporre di una maggioranza. Certo è che per Sant'Agnello si prospetta un duro confronto tra i due protagonisti di questa querelle politico-amministrativa i cui esiti allo stato non sono prevedibili. A meno di una novità dell'ultim'ora che potrebbe rivoluzionare ancora una volta gli scenari!

ESPOSITO: SITUAZIONE STAGNANTE, INEVITABILI LE DIMISSIONI

L'ormai ex vice sindaco Pasquale Esposito si sente come liberato da un peso a poche ore dalle dimissioni dalla giunta: "Versiamo in una situazione amministrativa stagnante da quando il 19 maggio scorso il Sindaco in un batter d'occhio decise di far fuori dalla giunta Giuseppe Coppola perchè ritenuto non affidabile e troppo legato a Sagristani...Siamo stati sempre in un clima di ambiguità e gli annunciati cambiamenti non sono venuti: anzi la situazione si è complicata giorno dopo giorno mentre il Sindaco ha cercato di privilegiare il gruppetto dei suoi fedelissimi. Il mio incarico di vice sindaco non è stato una sua concessione: me lo sono guadagnato sul campo...E' da tre elezioni che sono il primo degli eletti e lavoro senza soste per il paese e per la mia frazione che invece è stata mortificata. Quest'estate quando il Sindaco se n'è andato in vacanza per tre settimane io ho lavorato con l'assessore Coppola per reperire le risorse finanziarie utili a farci andare avanti sino a oggi e tre settimane fa, dopo l'ennesima discussione in giunta, gli ho rimesso le deleghe per favorire un cambio di passo: con me altri tre assessori anche se non tutti vengono allo scoperto in questo momento. Non è servito a nulla, anzi il Sindaco ha avuto comportamenti contraddittori perchè per esempio per il Natale prima mi ha chiesto di collaborare con l'Assessore Gargiulo e poi ha fatto una riunione con i commercianti senza farmelo sapere. A che scopo mi chiedo? Del resto il suo gruppo è partito in campagna elettorale e nelle ultime ore ci sono stati anche altri problemi col presidente del consiglio Gianni Salvati che non ha potuto mettere all'ordine giorno il rinnovo della Commissione BB.AA. a seguito di un ordine di servizio del Sindaco, tanto che si è rivolto addirittura ai Carabinieri".
Sul rapporto con Sagristani spiega: "E' chiaro che Piergiorgio fa politica e ha le sue valide ragioni per non avere più fiducia in Orlando, già da quando alle provinciali il sindaco non l'ha sostenuto secondo gli impegni presi. Tanto più oggi che non si stanno portando avanti i programmi dell'amministrazione e versiamo in uno stallo preoccupante. Per ora non aderisco ad altri gruppi consiliari e resto in attesa degli sviluppi anche perchè ho chiesto di portare all'esame del consiglio comunale la mia lettera di dimissioni
".

domenica 22 novembre 2009

Sant'Agnello, Orlando e la crisi da "resa dei conti"!

SANT'AGNELLO - Anche il Presidente del consiglio comunale Giovanni Salvati ha dato il benservito al Sindaco Gianmichele Orlando dichiarandosi pronto a dimettersi dalla sua carica per favorire il ritorno alle urne. Che cosa sta succedendo a Sant'Agnello, dove tutti o quasi gli amministratori comunali sembrano vittima di una specialissima sindrome: si sentono orfani del sindaco-papà, alias Piergiorgio Sagristani, e uno dopo l'altro stanno creando condizioni di inagibilità amministrativa al primo cittadino, l'ing. Gianmichele Orlando alle prese con il difficile esercizio di far quadrare il cerchio di una crisi che, altrimenti, può sfociare nella conclusione anticipata della legislatura. Chiariamolo subito: l'ex sindaco Sagristani fa il proprio gioco, nè si nasconde dietro le quinte avendo dichiarato la fine dell'esperienza-Orlando e formulato un pubblico invito ai Consiglieri comunali ad abbandonare Orlando.
Obiettivo: tornare a votare e ricandidarsi alla guida del Comune di cui è stato per 10 anni sindaco forte di un consenso bulgaro.
La legge ha messo fine all'esperienza-Sagristani che, altrimenti, sarebbe continuata senza ombra di dubbi con gli stessi personaggi che da oltre 10 anni a questa parte reggono le sorti della cittadina. Un gruppo che ha consolidato nella gestione del potere amministrativo la forza di controllo sul Comune, ad eccezione dell'ex assessore Pietro Gnarra che rappresenta un'anomalia politica-elettorale: il suo è un consenso derivato esclusivamente dalla professione di medico e dalle indiscutibili doti e capacità relazionali. Per quanto concerne l'impegno amministrativo esso è prossimo allo zero e l'incarico assessoriale risponde soltanto a logiche premiali piuttosto che a oggettive capacità operative. em>Orlando non ha mai smesso di vivere sott'assedio già all'indomani della plebiscitaria elezione che lo ha promosso a successore di Sagristani, forte anche di un patto siglato col suo predecessore che nelle polemiche pubbliche tra i due torna spesso in discussione. Accordi saltati e affrancamento di Orlando da Sagristani che avrebbe spinto quest'ultimo a dire stop all'espansione di Orlando per tentare un ritorno allo "status quo ante" alle elezioni del 2008.
Da due liste della tornata elettorale si è giunti aiquattro gruppi che oggi siedono in consiglio comunale. Primo forfait, quasi subito dopo le elezioni, nell'opposizione dove Gianni Salvati e Mario Coppola, mal tollerando le gestione del gruppo da parte del mancato sindaco Antonio Coppola (Impegno Nascente) decidevano di separare i propri destini da quelli degli altri tre colleghi per intraprendere un dialogo con la maggioranza di Orlando. Veniva sottoscrit un accordo politico nel giugno scorso che si concretizzava nel settembre con la nomina di Salvati a presidente del consiglio comunale. Non c'è stata mai pace però nella maggioranza dove qualche settimana fa hanno preso le distanze quattro consiglieri guidati dall'ex assessore Giuseppe Coppola e sotto la stretta regia proprio dell'ex sindaco. Insieme ai tre esponenti della minoranza fanno sette uomini contro Orlando pronti a decretare la fine della maggioranza non appena qualche altro consigliere si rendesse disponibile ad accogliere l'invito di Sagristani ad abbandonare Orlando.
Maggioranza risicatissima che Salvati affonda con l'intervista rilasciata ad Agorà dove praticamente si dichiara pronto a tornare alle urne, sposando le tesi della minoranza di A. Coppola e assecondando il progetto di Sagristani.
Per Orlando, alle prese con un rimpasto dell'esecutivo finora inattuato, si tratta a questo punto di verificare se dalla sua ha ancora i numeri per governare perchè gli attuali amministratori comunali sembrano in gran parte inaffidabili e soprattutto indifferenti alle sorti della legislatura, piuttosto ansiosi di tornare alla corte di Sagristani di cui vagheggiano il ritorno alla guida del Comune.
Il problema vero non è tanto quello di Sagristani che vuole ritornare, quanto le ragioni per cui questa classe di amministratori, nonostante la collaudata esperienza e familiarità di gestione, non è capace di affrancarsi dall'ex primo cittadino e di fare la parte che gli compete.
Certo la situazione diventa imbarazzante per lo stesso Sagristani che, qualora questi consiglieri (gli stessi della sua passata gestione) facessero "cadere" Orlando se li ritroverebbe in gran parte candidati nella sua lista a chiedere ancora una volta il voto ai Santanellesi. Circostanza che potrebbe creare più di un imbarazzo per tuta una serie di ragioni che meritano di essere approfondite e spiegate. Sagristani è proiettato a diventare assessore provinciale all'indomani delle elezioni di primavera quando l'attuale esecutivo esterno del Presidente Cesaro sarà cambiato in toto in base agli accordi silgati con l'Udc.
In questo caso Sagristani dovrebbe dimettersi da consigliere provinciale e ritornare nell'esecutivo con l'ingnita però che la stessa amministrazione provinciale potrebbe finire prima del previsto se dovessero cocnretizzarsi i timori palesati dal presidente Cesaro circa un suo possibile arresto nell'ambito delle inchieste in corso sui rapporti tra politica e camorra casertana.
Sagristani intanto sta intessendo una tela molto fitta per le amministrative sorrentine riuscendo probabilmente nell'impresa di sconfiggere il PDL di Giuseppe Stinga e di garantirsi uno straordinario consenso elettorale in vista delle prossime elezioni politiche. Se la manovra gli riuscisse anche a Massalubrense dove Sagristani sostiene la candidatura del vice sindaco Balduccelli, mancherebbe all'appello solo Sant'Agnello dove tornando ad insediarsi nella poltrona di sindaco potrebbe affrontare con maggiore sicurezza, autorevolezza e organizzazione le prossime scadenze elettorali in attesa di approdare in Parlamento.
I giochi perciò vanno molto al di là degli specifici interessi santanellesi e per Sagristani si è aperta una partita decisiva per il proprio futuro politico: perciò ha bisogno di contarsi e di contare gli uomini che gli sono a fianco, senza indugi e votati al sacrificio.
Per questo la partita di Orlando non è semplice e nelle prossime settimane verranno al pettine tutti i nodi irrisolti perchè è da Sant'Agnello che parte la nuova stagione politica di Sagristani sugli scenari nazionali.