martedì 13 aprile 2010

Vipere in Costiera...L'intervento del prof. Guglielmo Maglio

Gentile direttore, mi permetto di scrivere a Positano news in seguito alla notizia apparsa qualche giorno fa (l’11 aprile) circa un ritrovamento di un gruppo (ben 7!!!) vipere a Praiano, in località via Campo. Il signore Irace che le ha trovate fa riferimento anche ad un fantomatico ripopolamento in atto di questi serpenti velenosi, pur senza accennare ai responsabili o ai motivi di un eventuale e assurdo ripopolamento.
Da zoologo mi preme fare alcune precisazioni, anche per dare una informazione corretta a tutti gli escursionisti che si apprestano a calpestare i sentieri della costiera. In costiera amalfitana la vipera non è ospite comune. L’unica specie presente da noi è la Vipera aspis, un piccolo serpente che raramente supera gli 80cm di lunghezza, e vive isolato nelle parti alte della costiera, lontano dai centri abitati (tra i serpenti presenti da noi è la specie che più ha fastidio dal contatto con l’uomo) e in prossimità delle rocce esposte e con vegetazione bassa. È così difficile da vedere che in 20 anni di escursioni, a me è capitato di vederla solo 2 volte, entrambe nella parte alta del monte Faito e del monte Cerreto. Però, nonostante la difficoltà ad incontrarla, nella bella stagione, si moltiplicano le segnalazioni di escursionisti o contadini che affermano di averle viste. In realtà il più delle volte si tratta di un serpente apparentemente simile, la natrice dal collare (Natrix tassellata) o biscia d’acqua, completamente innocua, che presenta una colorazione leggermente simile a quella della vipera, con striature trasversali scure sul dorso marrone e con ventre bianco. La similitudine con la vipera però si ferma qui. Detto che la natrice non è velenosa e che non morde nemmeno se presa in mano, possiamo distinguerla dalla vipera dal fatto che è molto più slanciata, raggiunge lunghezza massima di 1 metro e si può facilmente individuare da una striscia gialla in prossimità del collo (da cui il nome) che la vipera non ha. Poi se abbiamo la fortuna di guardarle da vicino, noteremo che la natrice ha il capo abbastanza grosso, un po' più largo verso la base, con muso corto e ottuso mentre la vipera ha capo tozzo, con una rientranza tra cranio e arcate orbitarie e apice del muso rivolto all’insù. Ma soprattutto la grande differenza sta negli occhi. L’occhio della vipera ha la pupilla verticale e ellittica come i gatti, mentre la nostra innocua natrice ha pupilla circolare, come la nostra. Purtroppo la paura atavica che nutriamo dei confronti dei serpenti ci spinge a reagire in malo modo quando ne vediamo uno, e spesso l’epilogo dell’incontro è l’uccisione repentina del serpente, senza nemmeno tentare l’identificazione. E, ancora più grave, non solo si uccidono le natrici ma si uccidono anche altre due serpenti innocui: il biacco (Coluber viridiflavus) e il cervone (Elaphe quatorlineata) che assomigliano alla vipera quanto un cane somigli a un gatto. Il biacco – o biscia di terra – infatti ha colorazioni che vanno dal verde chiaro al nero, spesso mescolando entrambi i colori. Ha forma allungata e raggiunge dimensioni massime di 1,5 m. Si può vedere nel video allegato alla notizia. Da adulto è nero sul dorso e verde chiaro sul ventre. Il cervone raggiunge anche lunghezze di 1,8 m ed è marrone sul dorso con 4 linee longitudinali nere che corrono parallele dalla testa alla coda. Entrambe le specie risultano molto utili in natura, in quanto predatori di ratti e topi che infestano le nostre campagne, e la loro uccisione ci priva di un importante elemento di equilibrio delle popolazioni di roditori. Non sappiamo ancora a quale specie appartengano i 7 serpenti uccisi dal signore di Praiano, anche se gli attivisti del WWF stanno cercando di recuperare i corpi per l’identificazione, ma dalla mia esperienza di zoologo ed escursionista esperto, dubito si tratti di vipere. Probabilmente si trattava di innocue bisce che hanno schiuso le uova in prossimità della proprietà del sig. Irace.
E questo mi porta a concludere cercando di sfatare un altro falso mito – che riguarda le liberazioni di animali per ripopolamento.
Mai il WWF (e nessun altro ente) ha operato reinserimenti di vipere o altri serpenti in costiera amalfitana – e nemmeno in tutta la Campania. Non esiste nessun centro in Italia che allevi vipere per liberarle. La vipera tra l’altro non si riproduce facilmente in cattività e infine un’operazione di liberazione di animali come le vipere non avrebbe nessun senso, se non quello di generare panico negli escursionisti. Gli unici animali “liberati” dal WWF sono uccelli rapaci che, feriti dai bracconieri, vengono curati nei centri di recupero convenzionati. Da noi le uniche liberazioni di fauna selvatica allevata in cattività – queste sì più discutibili – riguardano quaglie e lepri che le associazioni venatorie spesso liberano per tentare di ripopolare le nostre colline di fauna selvatica (tentativi che puntualmente falliscono perché gli animali non sono in grado di sopravvivere in ambiente naturale).
Terminerei con un appello: quando vediamo un serpente cerchiamo di frenare l’istinto omicida!!! I serpenti sono animali utili all’ecosistema e tra l’altro sono animali schivi e timorosi. Basta un po’ di movimento per farli scappare e nella stragrande maggioranza dei casi quelli che incontriamo sono innocui. Diamo loro una chance di sopravvivenza!!!

Guglielmo Maglio, zoologo
Città della Scienza

2 Commenti:

Alle aprile 13, 2010 2:21 PM , Blogger Derty ha detto...

A proposito di vipere in costiera: qualcuno sostiene che a Sorrento il sindaco Cuomo sia pronto a far entrare in giunta il suo predecessore, Marco Fiorentino. A parte il suicidio politico, perchè questi veleni vengono sparsi ancor prima che parta la nuova Amministrazione? Sorrento ha votato Cuomo per liberarsi di Fiorentino e il centro destra deve cambiare registro, come ha promesso, altrimenti siam finiti...dalla padella nella brace!

 
Alle aprile 14, 2010 12:19 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Sono pienamente daccordo con il dott Maglio, aggiungerei che, a mio sommesso avviso, le presunte "vipere" ritrovate dal Signor Irace altro non sono che giovani di "cervone", rettile del tutto innoquo che nei primi mesi di vita, prima di subire la sua metamorfosi, ha una vaga somiglianza con la vipera. Attendiamo comunque l'eventuale recupero dei corpi per dare a tutti una risposta certa e tranquillizzante. Saluti Sergio Ponticorvo.

 

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